SEPARAZIONE E DIVORZIO

Che differenza c’è tra separazione e divorzio?

In Italia esistono due istituti: la separazione e il divorzio.

La separazione è quando i coniugi decidono di cessare la convivenza, e andare ognuno per la propria strada.

Il divorzio è la cessazione degli effetti civili del matrimonio ed è la fase successiva rispetto alla separazione con la quale il matrimonio non produce più alcun tipo di effetto.

Quali sono le differenze tra una coppia separata e una coppia divorziata?

Con il divorzio l’ex coniuge perde ogni diritto alla pensione di reversibilità e all’eredità che mantiene invece il coniuge separato, tranne nei casi di separazione giudiziale con addebito.

Differenze tra separazione di fatto e di diritto?

Puoi decidere di uscire di casa e non scrivere nulla “ di legale” cioè sei quello che viene chiamato separato di fatto, quindi per lo Stato italiano resti sposato a tutti gli effetti.

 Attento però perché se il tuo coniuge decide di cambiare idea e di volere la separazione legale, visto che tale comportamento “ di uscita di casa” non è stato messo per iscritto come consensuale, nel diritto è considerato un allontanamento dalla casa coniugale, ciò che viene chiamato abbandono del tetto coniugale.

Si è vero l’abbandono non esiste più come reato penale, però in ambito di separazione può produrre effetti negativi soprattutto a livello economico e di gestione dei figli.

Cosa stabilisce la separazione?

I coniugi cessano la convivenza e regolarizzano a chi andrà assegnata la casa familiare, con una preferenza per il permanere nella stessa dei figli nati dalla coppia e conseguentemente del genitore affidatario.

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Altro punto dell’accordo riguarda quindi l’affidamento dei figli minori ed il mantenimento dei minori e di quelli economicamente non indipendenti e il diritto di visita.

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La divisione del patrimonio comune come auto e case e soldi.

Infine, va regolato l’eventuale mantenimento del coniuge. Se nella separazione un coniuge resta senza reddito o senza una forma di sostentamento dignitosa, il coniuge più forte economicamente deve versare un assegno di mantenimento.

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Che differenza c’è tra separazione consensuale e separazione giudiziale?

Se i coniugi hanno deciso la fine del sodalizio matrimoniale in sintonia, senza particolari astiosità, allora si procede con separazione consensuale, altrimenti, se la litigiosità non consente di trovare un accordo su nulla, né sui figli, né sul patrimonio, allora l’unica soluzione è la separazione giudiziale. Una vera e propria causa civile nella quale chi prenderà le decisioni finali sarà il tribunale con sentenza.

Perchè si possa procedere con una separazione consensuale è necessario che i coniugi trovino un accordo sui seguenti punti:

  1. a chi viene affidata la casa coniugale che sarà anche il genitore collocatario della prole
  2. quanto verserà il coniuge non collocatario all’altro coniuge per il mantenimento del minore
  3. quando il genitore non collocatario vedrà il figlio (es: un pomeriggio alla settimana e il fine settimana e la settimana seguente due pomeriggi alla settimana)
  4. quanto verserà il coniuge all’altro coniuge in caso in cui abbiano entrate di denaro differenti (es: un coniuge ha uno stipendio di € 2.000 e l’altro di € 1.000 e perchè se c’è tale disparità, se dovuta al fatto che un coniuge segue la prole e l’altro lavora)

Se manca l’accordo su questi punti, si può solo ricorre alla separazione giudiziale, cioè uno dei due coniugi presenta ricorso al Tribunale chiedendo di stabilire i requisiti di cui sopra.

Il Presidente del Tribunale, in sede di prima udienza, che normalmente si tiene qualche mese dopo la presentazione del ricorso, stabilisce quali sono i parametri economici rispetto ai tre punti: casa, mantenimento prole e diritto di visita, mantenimento coniuge più svantaggiato.

Il tribunale fa una valutazione sui redditi di entrambi i coniugi con le ultime tre dichiarazioni dei redditi per stabilire una somma per il mantenimento e una somma per il coniuge “più debole economicamente”, la somma che stabilisce rimane invariata e obbligatoria fino alla fine del giudizio, che prosegue per vedere se la somma è equa.

Es: coniuge affidatario ha l’assegnazione della casa coniugale e un reddito della metà dell’altro coniuge, il Presidente stabilisce una somma mensile da corrispondere oltre al 50% delle spese straordinarie. Sulla base del diritto di visita, se quello “normale” detto sopra oppure se il coniuge non collocatario vede di più il figlio ci possono essere sensibili variazioni.

Puoi avere un’ idea dei parametri facendo i calcoli qui

Oltre ai vantaggi economici della separazione c’è anche la possibilità di procedere con il divorzio dopo sei mesi mentre con la giudiziale bisogna attendere un anno. Ma ricorda, solo il divorzio pone fine al matrimonio, la separazione lo mette in una fase di pausa, poichè i coniugi possono sempre riconciliarsi.

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