SUCCESSIONE EREDITARIA

La successione ereditaria decorre dalla data di morte della persona nel luogo del suo ultimo domicilio; nel caso si lascino beni immobili, la dichiarazione di successione può essere presentata anche all’ufficio di competenza nel luogo ove si trovano gli stessi.

Si trasferiscono tutte le posizioni giuridiche, attive o passive, dal de cuius, ovvero il deceduto, al successore; questi può succedere a titolo universale o particolare.

Successione a titolo universale

L’erede subentra (in quota o per l’intero) nella totalità dei diritti e degli obblighi che non si estinguono con la morte del de cuius. Colui che succede a titolo universale è chiamato a subentrare in tutti i rapporti patrimoniali trasmissibili, acquisendo dunque anche gli eventuali debiti del defunto. Solo a seguito dell’accettazione dell’eredità il chiamato all’eredità diventa erede universale; qualora invece decida di rinunciare all’eredità, il patrimonio ereditario rimarrà in successione agli altri chiamati.

Un’ultima ipotesi si configura con l’accettazione beneficiata o con beneficio di inventario: il chiamato all’eredità decide di accettare la stessa ma con il vincolo che il patrimonio del de cuius rimanga separato dal patrimonio personale; pertanto, dovrà essere eseguito un inventario. L’accettazione con beneficio di inventario è frequente quando il deceduto lascia debiti e la massa ereditaria non è chiaro se sia attiva o passiva fino ad inventario terminato.

L’accettazione beneficiata o con beneficio di inventario è obbligatoria per i chiamati all’eredità che siano minori di età, interdetti, inabilitati, persone giuridiche, fondazioni, associazioni ed enti non riconosciuti; in questi casi l’accettazione è compiuta, per la particolarità dei soggetti, dai loro rappresentanti espressamente a tal fine autorizzati (tutori, amministratori di sostegno).

Successione a titolo particolare

Il successore, detto legatario, subentra solo in uno o più rapporti patrimoniali ben precisi e definiti del defunto. Il legatario diventa erede a titolo particolare automaticamente all’apertura della successione senza che sia necessaria alcuna accettazione del lascito, ricevendo in via generale solo un vantaggio dall’attribuzione patrimoniale. Il legatario non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari, gravanti solo sugli eredi in proporzione alle loro quote, anche se il testatore può prevedere per il legatario il compimento di una determinata prestazione, entro il limite comunque del valore del bene ricevuto.

La dichiarazione di successione: chi deve presentarla

I soggetti tenuti a presentare la dichiarazione di successione sono i chiamati all’eredità ossia

  • gli eredi che hanno accettato l’eredità
  • i legatari testamentari
  • eventuali rappresentanti legali degli eredi o dei legatari, qualora gli eredi siano incapaci
  • coloro che hanno il possesso dei beni di proprietà della persona scomparsa di cui non si hanno più notizie dal almeno due anni e per la quale hanno richiesto al Tribunale di dichiararne l’assenza
  • gli amministratori dell’eredità, nominati se il testamento designa un erede sotto condizione, cioè al verificarsi di un certo evento futuro e incerto
  • il curatore dell’eredità giacente, nominato dal Tribunale per amministrare l’eredità in caso di rinuncia degli eredi non in possesso dei beni ereditari oppure nell’attesa venga dichiarata accettazione o meno per gli altri eredi
  • gli esecutori testamentari, incaricati dal de cuius per l’esecuzione delle sue volontà
  • trustee, ossia i soggetti terzi cui è affidata la gestione e protezione dei propri averi, senza cederne proprietà e godimento con la costituzione di un trust

La presentazione della dichiarazione di successione

La dichiarazione deve essere presentata entro 12 mesi dalla morte del de cuius, in caso di ritardo verranno applicate le sanzioni per ravvedimento operoso in moratoria di pagamento.

La dichiarazione di successione va presentata in via telematica presso l’Agenzia delle Entrate competente per territorio, attraverso un soggetto abilitato: nel caso di chi scrive, essendo avvocato e avendo anche svolto la pratica notarile, sono abilitata a presentare la dichiarazione di successione su tutto il territorio italiano così da garantire un servizio immediato, ed evitare che il patrimonio del defunto rimanga congelato presso gli Istituti di Credito.

Contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione il soggetto erede provvede, tramite richiesta telematica alla propria banca, al pagamento delle imposte ipotecarie, catastali, di bollo, delle tasse ipotecarie e dei tributi speciali in autoliquidazione, potendo ottenere dopo i controlli dell’Ufficio una ricevuta e copia semplice della dichiarazione di successione con gli estremi di registrazione, comunque inserita nel “cassetto fiscale” del contribuente.

Come si vede, si tratta di un adempimento eseguibile interamente in via telematica e che non richiede quegli spostamenti vietati dall’emergenza Covid-19 per il contenimento del coronavirus.

Imposte

Le imposte relative agli immobili sono fisse nel caso almeno uno degli eredi goda dei requisiti per la richiesta di agevolazione prima casa ovvero ammontano al 3% negli altri casi per abitazioni e accessori; variano per le altre categorie di immobili.

Non sono assoggettati ad imposte:

  • i denari fino a 1 milione di euro per eredità in linea retta per ciascun erede (cioè da genitori a figli o tra coniugi) oltre a tale cifra è prevista un’imposta di successione del 4%.
  • Non sono assoggettati ad imposte i denari fino a 100 mila euro per fratelli e sorelle; oltre a tale cifra è prevista un’imposta di successione del 6%.

Per i parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al 3° grado è prevista un’imposta di successione del 6%.

Per tutti gli altri eredi non è prevista alcuna franchigia ed è prevista un’imposta di successione dell’8%

In tutte le ipotesi il sistema telematico farà il calcolo dei bolli da corrispondere oltre alle imposte.

La ricevuta ottenuta a seguito della dichiarazione di successione, di solito ottenibile in circa quindici giorni, permette di svincolare le somme presenti su conti correnti e investimenti presso tutti gli Istituti di Credito in cui il de cuius aveva fondi.

Facciamo un esempio: se il deceduto aveva un coniuge con un conto cointestato, presentando la dichiarazione di successione in via telematica, nel giro di poche settimane potrà riavere disponibilità del conto corrente bloccato al momento del decesso, senza dovere attendere i tempi lunghi che si avevano con il cartaceo.

Cosa dichiarare, e cosa no.

Per quanto riguarda il contenuto della dichiarazione di successione essa deve comprendere tutti i beni e i diritti che spettavano al defunto, ossia i beni mobili, immobili, titoli al portatore, contanti, valori preziosi, rendite, pensioni, crediti, liquidazioni quote societarie, azioni, obbligazioni, quote sociali, aziende, BOT e CCT anche se esenti dall’imposta di successione.

Non devono essere dichiarate in successione le indennità di fine rapporto del prestatore di lavoro e quelle spettanti agli eredi per assicurazioni previdenziali obbligatorie o sulla vita.

Chi non deve presentare la dichiarazione di successione?

Non sono tenuti a presentare la dichiarazione di successione:

  • Il coniuge e i parenti in linea retta a cui è stato devoluto un attivo ereditario non superiore a € 100.000,00, senza beni immobili o diritti reali immobiliari su fabbricati o terreni
  • chi ha rinunciato all’eredità e al legato.

La banca chiede l’atto notorio

Può capitare che la Banca abbia delle policy interne che richiedano un atto notorio, ovvero l’atto pubblico eseguito davanti al Notaio, alla presenza di due testimoni, che dichiari chi siano gli eredi, e che ad pluris può dichiarare eseguita l’accettazione dell’eredità.

Diverso è l’atto sostitutivo di notorietà, ossia l’autocertificazione in cui si dichiarano gli eredi e che viene firmata davanti al funzionario del Comune di residenza di un erede.

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